A fine settembre l’Istat ha comunicato che la percentuale dei posti vacanti nell’industria e nei servizi nel secondo trimestre 2010 è aumentata. Rispetto al secondo trimestre 2009, il tasso dei posti di lavoro per i quali le imprese stanno cercando un candidato idoneo è cresciuto dello 0,2% e ha raggiunto quota 0,7%. Nell’industria è pari allo 0,5%, mentre nei servizi arriva allo 0,8%, con un incremento dello 0,2% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, ma con punte dello 0,4% nel commercio e in un insieme di attività che comprendono quelle immobiliari, professionali, scientifiche e tecniche, di noleggio, nonché le agenzie di viaggio e i servizi di supporto alle imprese.
Questi dati non devono stupire, anche se sembrerebbero in contraddizione con quanto diffuso dall’Istat in termini di occupazione complessiva dell’Italia, la cui decrescita si è arrestata soltanto ad agosto 2010 attestandosi su un tasso del 56,9%. Il problema del non allineamento tra domanda e offerta di lavoro è uno dei più spinosi nel panorama del mercato nazionale. Tanto che dal 1997 l’Unione italiana delle Camere di commercio industria, artigianato e agricoltura, in collaborazione con il ministero del Lavoro e con l’Unione europea, ha avviato un “Sistema informativo per l’occupazione e la formazione” denominato Excelsior (http://excelsior.unioncamere.net). Il sistema ricostruisce annualmente il quadro previsionale della domanda di lavoro e dei fabbisogni professionali e formativi espressi dalle imprese, fornendo indicazioni utili ai fini della programmazione della formazione, dell’orientamento e delle politiche del lavoro.
Dall’ottobre di quest’anno, la collaborazione tra Unioncamere e ministero del Lavoro sul progetto Excelsior è stata potenziata con il coinvolgimento di Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori) e Italia Lavoro, ente strumentale del ministero. Nel presentare l’iniziativa il ministro Maurizio Sacconi ha sottolineato «l’esigenza di capire quali lavori devono essere formati, quali mestieri e competenze servono al mercato del lavoro sia nel breve sia nel medio e lungo periodo, in modo tale da facilitare la scelta formativa». L’obiettivo è quello di arrivare, nei prossimi mesi, a definire un quadro organico che comprenda i dati relativi alla domanda delle imprese, quelli inerenti le comunicazioni obbligatorie, le analisi Isfol e le rilevazioni Istat sui posti vacanti. Tutto questo allo scopo di individuare i profili professionali maggiormente richiesti. Il risultato dovrebbe aiutare gli studenti e quanti sono in cerca di lavoro a scegliere percorsi in linea con i reali fabbisogni del mercato del lavoro.
4 ottobre 2010